“Sono nato cantando… tra due mari. Radici e canto nella poetica di Franco Simone cantautore salentino “, il nuovo libro di Carlo Stasi alla Ubik di Maglie

“Sono nato cantando… tra due mari. Radici e canto nella poetica di Franco Simone cantautore salentino “, il nuovo libro di Carlo Stasi (iQdB Edizioni di Stefano Donno) verrà presentato dalla giornalista Angela Leucci l’11 agosto 2016 alle ore 20,00 presso la Libreria Ubik di Maglie in via Roma 51 nell’ambito della rassegna letteraria Li Santi Lumi. Interverrà l’editore Stefano Donno. SPECIAL GUEST IL CANTAUTORE FRANCO SIMONE.

«Prima la musica o la poesia? Dilemma proverbiale quasi quanto quello dell’uovo e della gallina, e di fronte al quale le menti più sagge dell’antichità si sono rifugiate in miti rassicuranti come quello delle comuni origini o del loro primordiale legame ritmico e sonoro. Un legame indissolubile, in ogni caso, che ritorna puntuale ed accresciuto nelle sue infinite sfaccettature quando si è di fronte ad un personaggio di grandissima levatura quale Franco Simone, il cantautore di Acquarica del Capo che nella musica ha infuso tutta la sua poetica e sensibilità» scrive Eraldo Martucci, «le canzoni, è noto, si ascoltano, si cantano, si respirano, vanno via, ma ritornano. Sono sempre con noi e portano i ricordi, rappresentano anche, in alcuni particolari momenti storici, dei documenti straordinari in grado di indicarci il suono del cambiamento, come quello che riguardò i mutamenti sociali, antropologici, linguistici e lessicali dell’Italia del secondo dopoguerra. E a ripercorrere in maniera assolutamente originale l’incontro di Franco Simone con quel processo, che non riguardava però solo l’Italia, è ora questo eccellente pamphlet scritto dal poeta Carlo Stasi, che con grande maestria è riuscito a mettere insieme vicende personali del cantautore, legate soprattutto alla sua infanzia ed al periodo scolastico ed universitario, alle tante canzoni che si sono ispirate proprio a quei ricordi.

La figura che emerge è quella di un artista non solo legata alle canzoni d’amore, che pure hanno una notevole importanza nella sua produzione e ne hanno sancito l’iniziale fama (“Tu… e così sia” e “Respiro” fra tutte), ma anche di un uomo che racconta esperienze non personali con una grande sensibilità ed una forte immedesimazione emotiva nei drammi della società contemporanea. Come quello collegato al problema della deforestazione dell’Amazzonia ed alle prevaricazioni subite dalle popolazioni indigene. Un tema, quello dell’ecologismo, sempre attuale e che troverà collocazione nella magnifica “Amazzonia” del 1988. Ed un altro punto sapientemente sottolineato dall’autore è la grande passione, anzi l’amore sconfinato, che l’America Latina nutre verso Franco Simone, autentico “divo” in Sudamerica con il merito aggiuntivo di aver lanciato e portato molti talenti salentini, come recentemente accaduto con Michele Cortese».

Carlo Stasi, poeta, scrittore e saggista di Acquarica del Capo (Lecce), è docente di Lingua e Letteratura Inglese presso il Liceo Scientifico “De Giorgi” di Lecce. Ha pubblicato Poesie (Gabrieli, Roma 1981), La Speranza (Ricerche Poetiche, Fasano 1984), Leucàsia. Racconti, disegni e poesie) (Presicce 1993, 1996, 2001), Danza dei 7 pensieri (Bollate, 2001), Leucàsia e le Due Sorelle. Storie e leggende del Salento (Cavallino, 2008, 2012). Ha tenuto mostre-performance di poesia visiva a Bari (1984), Milano (1990), Como (1996, 1997), Tradate (1997), Maglie (2000), Lecce (2001), ecc. È inserito in numerose antologie. Collabora con articoli, saggi, recensioni, racconti e poesie a quotidiani e riviste, scrive testi per canzoni (ha inciso “Tango della Tangente”, Nuova Fonit Cetra, Milano 1997), ed un suo testo poetico (“Tigi Luna”) è stato scelto e musicato dai Sud Sound System (2001). Nel 1992 ha creato la “leggenda” di Leucasia.

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Giochi di ruolo al Maracanà (Editore E/O)

È un’antologia di racconti da leggere tutti d’un fiato, in cui il mondo dello sport, anche quello Paralimpico, è lo sfondo sul quale si muovono investigatori e personaggi amati dai lettori delle Edizioni E/O, coinvolti in storie criminali fra doping, omicidi passionali e altri delitti. L’Alligatore, Igor Attila, il capitano Antonio Bosdaves, la RED dei fratelli Tripaldi, Biagio Mazzeo, il tenente Rocco Liguori, la sovrintendente Bianca, Mila Zago e Pulcinella. Nove personaggi seriali, nove modi di interpretare il noir. Il risultato è un l’acconto diverso delle Olimpiadi, uno spaccato da cui emergono tutte le contraddizioni del mondo dello sport, animato spesso da sentimenti positivi, ma lacerato anche dagli interessi delle grandi organizzazioni criminali e dal malaffare.

Shaft di Ernest Tidyman (Sur)

John Shaft ha ventotto anni, la pelle nera e una licenza di detective privato. Schivando i mille pericoli di una New York ribollente e ringhiosa, si muove sicuro tra la sua abitazione nel Village, il suo quartier generale in Times Square e il letto di una delle tante ragazze che sembrano immancabilmente cadergli ai piedi. Ma quando viene rapita la figlia del boss malavitoso Knocks Persons, Shaft si trova suo malgrado risucchiato in un intrigo colossale di cui perfino la polizia ignora i contorni e che coinvolge la mafia italiana, i militanti nazionalisti neri e la criminalità di Harlem. Con l’aiuto del tenente Vic Anderozzi e di Ben Buford, amico di gioventù e ora a capo di una potente organizzazione armata, Shaft dovrà tentare di disinnescare la più grossa guerra criminale e razziale che New York abbia mai conosciuto. Con molta azione, tanto sangue freddo, e più di un colpo di scena. In questo primo capitolo della saga di Shaft, l’autore Ernest Tidyman si diverte a giocare con gli stereotipi del genere hard boiled (e con quelli razziali), dando vita a un racconto avventuroso e politicamente scorretto, intricato come un film del primo Tarantino e crudo come un romanzo di Ellroy.

Guerrigliera di Eliana Forcignanò (iQdB Edizioni di Stefano Donno)

Scrive Mauro Marino nell’introduzione: “Questa è poesia guerrigliera, muove all’attacco, porta il colpo dove è utile e necessario portarlo e le emozioni temprano un sentire desto, sempre presente: sempre vivo! Conosco da tempo l’esercizio poetico di Eliana Forcignanò, la ricerca che muove le sue parole, la saggezza con cui calibra la sua conoscenza di filosofa. La poesia è alleata della filosofia, è spalla parlante del pensiero, voce e mano, strumento dell’agire, del divulgare in “basso” ciò che l’animo muove. Poesia efficace di chi conosce le parole e sa usarle, sa metterle nel suono per mutarle in coro.”

I versi : “Se un giorno cercherete i poeti // quando dispersi e amareggiati // vi volgerete alla vostra vita // trovandola vuota vana vecchia // non rovistate tra gli scaffali // delle pubbliche biblioteche. // Non vi spaventino // pagine spesse e polverose. // Non perdetevi nelle grandi // rivendite alla moda luccicanti // di ultime novità editoriali. // Non consultate l’antiquario // pronti a pagare a peso d’oro // il volume autografato. // Se mai cercherete i poeti // pescate nelle vostre case // qualche strano libro dimenticato // una vecchia antologia di scuola // l’opuscolo che vostro padre pagò // tremila lire alla festa patronale. // Cominciate da quelle poche righe // mischiate nomi noti e senza gloria // scegliete un verso e scrivetelo // su un pezzo di carta inutile // mandatelo a memoria. // Perché i poeti sono inutili // se qualcuno non li ricorda // almeno per un verso. // Perché non tutti i poeti // campeggiano nelle letterature // togate e illustri. // Perché non tutti i poeti // sono morti poveri o suicidi. // Se un giorno cercherete i poeti // cercate quei pazzi che negano // di scrivere per cambiare il mondo”

Eliana Forcignanò, poetessa e prosatrice, è nata nel 1983 a Lecce ove tuttora risiede. Laureata in Storia della Filosofia, è attualmente iscritta all’Albo dei pubblicisti di Puglia: si dedica al giornalismo, collaborando con varie testate locali, da quando aveva diciotto anni, e alla scrittura creativa da sempre. Ha esordito nel 2007 con “Fiabe come rondini” (Lupo Editore) e nel 2011 “Fiato Corto” per LietoColle Libri. S’interessa di letteratura, psicologia, sociologia. Un suo saggio sull’antipsichiatria nel Sessantotto è apparso nel bollettino del Centro Italiano per la Ricerca Storico Educativa di Firenze.

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Die for me. Revenants di Amy Plum (De Agostini)

“Mi chiamo Kate, ho sedici anni e ho visto morire i miei genitori in un terribile incidente d’auto. Da quel momento niente è più stato come prima. All’improvviso, mi sono ritrovata con il cuore infranto e la vita impacchettata in una valigia, costretta a lasciare tutto per trasferirmi a casa dei miei nonni. A Parigi. E lì ho incontrato Vincent. Bello, misterioso e spaventosamente affascinante, Vincent Delacroix è apparso dal nulla e ha sconvolto il mio mondo. Di nuovo. Perché Vincent non è un ragazzo come gli altri. Dietro ai suoi occhi blu come il mare si nasconde un segreto che affonda le radici nella notte dei tempi. Un segreto che lo costringe a mettere in pericolo la sua vita ogni giorno, per sempre. Così, proprio ora che le cose sembrano andare finalmente per il verso giusto, mi trovo davanti a una scelta difficilissima: devo proteggere ciò che ancora rimane della mia esistenza – e della mia famiglia – oppure rischiare tutto… per un amore impossibile?”.

Un gelato per i corvi di Raffaele Polo (iQdB Edizioni di Stefano Donno)

Un gelato per i corvi… ovvero le improbabili indagini dell’Ufficiale Rizzo. Si parte da Lecce per il progetto IN GIALLO sul Salento di Raffaele Polo per iQdB Edizioni di Stefano Donno. L’autore affida periodicamente alla voce  dell’Ufficiale Rizzo una serie di narrazioni intrise di mistero ambientate nel Salento. Si parta da Lecce, e poi man mano una lunga scia di inchieste e indagini colorerà di suspence il tacco d’Italia. Dunque un modo diverso per far conoscere, amare e forse scoprire un territorio come quello salentino che in molti, anche specialisti del settore, definiscono come un set ideale per noir, mistery e gialli L’Ufficiale Rizzo è l’anziano dipendente di uno strano e fantomatico Ufficio Indagini della Questura di Lecce. Gli affidano sempre mansioni impossibili o piene di strane e singolari coincidenze. Ogni volta in una località diversa. Ma sempre nel Salento. Lui il suo compito lo risolve facilmente, intervallando le ricerche con letture che lo affascinano e che gli hanno creato una cultura enciclopedica indispensabile anche nei casi più intricati. Suo padre è ancora in vita ed  è ospite in una casa protetta. Ogni volta che va a trovarlo ecco che gli sottopone, i giochi più astrusi della Settimana Enigmistica,  a cui non può, vuoi per dovere filiale vuoi per una curiosità da scimmia, sottrarsi. Ha un’amica, con la quale va al cinema e che, qualche volta, sparisce per un po’ di tempo, chissà dietro quale avventura… L’Ufficiale Rizzo vive in una Lecce che pochi conoscono:  un suo amico, uno scrittore semi sconosciuto, un certo Raffaele Polo, gli ha mostrato il segreto per spostarsi nel Tempo. Rizzo va e viene con facilità attraverso i propri ricordi,  arrivando perfino a non distinguere più la realtà che vive ogni giorno da quella dei suoi fantastici viaggi.  Ad ogni modo … nessun problema: show must go on, il rispetto della Legge non conosce tregua! E il Salento, terra di numerose indagini, diventa ad ogni indagine sempre più bella, più sorprendente, magica e affascinante come una donna misteriosa, che non si svela e rivela facilmente ad occhi che non possono capirla fino in fondo.

Raffaele Polo dagli anni Sessanta, quando ancora nessuno osava ambientare nel Salento le proprie storie, scrive e pubblica racconti, novelle, articoli, romanzi, saggi, tutti ambientati a Lecce e dintorni. Nato per caso a Piacenza nel 1952, i suoi libri di maggior successo sono Gite nell’irreale (1985), Una storia leccese (1992), Libreria Antica Roma (2005), Le fiamme di Supersex (2007), Storie dal Salento (2011).

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Viaggi nel tempo (AA.VV.) – Einaudi

Viaggio nel tempo o semplice voglia di visitare il futuro? Impossibile non essere affascinati dalle innumerevoli possibilità offerte dalla prospettiva di correggere errori, ripetere esperienze uniche, evitare scelte sbagliate o anticipare a nostro vantaggio eventi non ancora accaduti. Il desiderio di viaggiare nel tempo è vecchio come l’uomo. Inizialmente il “viaggio” era affidato a sogni, allucinazioni o incontri con fantasmi. Poi hanno fatto la loro comparsa le prime “macchine del tempo”. E se ancora non possono essere realizzate, a renderle possibili ci pensano gli scrittori Bradbury, Dick, Page Mitchell, Wells – che, esplorando le molteplici possibilità che l’argomento propone, alimentano numerosi paradossi temporali, il più famoso dei quali è: cosa accade a una persona che viaggia nel passato e uccide un proprio antenato? Tra orologi che scorrono alla rovescia e persone che si addormentano risvegliandosi nel passato, “chrono-detectives” che viaggiano per arrestare “criminali temporali” e avventurieri a caccia di T-Rex, undici racconti che, portandoci a spasso nel tempo, ci parlano di qualcosa di molto piú oscuro e misterioso: il presente. La cover è di Alejandro Burdisio.

Indice dei racconti:

Ray Bradbury – Rumore di tuono / Arthur C. Clarke – Tutto il tempo del mondo / Philip K. Dick – Pulce d’acqua / Washington Irving – Rip Van Winkle / Don Juan Manuel – Il mago rimandato / Edward Page Mitchell – L’orologio che andava all’indietro / Edgar Allan Poe – Una discesa nel Maelstrom / Mack Reynolds – Interessi composti / William Tenn – Progetto Brooklyn / Stanley G. Weinbaum – Il cerchio Zero / H. G. Wells – Il nuovo acceleratore

L’ apprendista. L’arte di coltivare il cielo. Lo straordinario percorso iniziatico di un giovane alchimista tedesco dello Schwarzwald nel XVII secolo di Gratianus (Mimesis)

Con la fine del XVII secolo si conclude la stagione dell’alchimia europea. Seguiranno nei secoli altre opere dedicate alla ricerca ermetica, ma sarà rarissimo tovarvi la purezza e la semplicità degli antichi trattati. Irrompe ormai il mondo moderno, con le sue nevrosi e la sua complessità. Gli uomini perderanno la capacità di osservare la natura con imaginatio vera et non phantastica, e, rivolti in se stessi, saranno la peggior espressione possibile del simbolo dell’Uroboros. (Paolo Lucarelli)

Gratianus è lo pseudonimo con cui l’autore, impegnato ormai da molti anni nella ricerca e nello studio dell’alchimia operativa, ha velato il proprio nome. Le sue conoscenze gli derivano dall’attenta lettura dei testi degli antichi autori ermetici e dall’assiduo studio di Fulcanelli, Eugène Canseliet e Paolo Lucarelli, e soprattutto dalle pratiche di laboratorio. Ha pubblicato Incontri con il Maestro. Introduzione all’Alchimia Operativa (Torino, 2000) Verso L’Arca D’Argento. I Misteri del Cammino di Santigo (Mimesis Edizioni, Milano – Udine, 2011) Alba di Primavera sulla terrazza dell’Elixir, il Padre la via del Tai Ki Kung (Mimesis Edizioni, Milano – Udine, 2012), e ha curato il libro di Paolo Lucarelli, Scritti Alchemici e Massonici, di un grande Alchimista del nostro tempo (Mimesis Edizioni, Milano – Udine, 2012).

Tarantulae – la notte della Taranta di Maurizio Nocera (iQdB Edizioni di Stefano Donno) domani 23 luglio 2016 a Cutrofiano (Lecce)

Tarantulae – La notte della Taranta di Maurizio Nocera (iQdB Edizioni di Stefano Donno) sarà presentato all’Ex Mercato Coperto di Cutrofiano (Lecce) in via Milite Ignoto alle ore 20,00 di sabato 23 luglio 2016, Interverranno lo scrittore Maurizio Nocera e l’editore Stefano Donno. E’ prevista la mostra fotografica a cura Luigi Cesari sulle diverse edizioni della Notte della Taranta. Evento in collaborazione con Laboratorio Urbano Sottomondo e Cultura e Territorio.

È da molto tempo che Maurizio Nocera si dedica alla ricerca sul Tarantismo (ne troverete testimonianza nella ricca bibliografia che chiude questo pamphlet), un modo per stare con i piedi, con le mani e con il pensiero nella Terra, con la sua Terra e con tutto il carico simbolico e magico che concima e cresce la particolarità salentina. In questo poema – “scritto a Badisco, forse in una notte d’agosto del 2015, davanti al mare che parlava alla luna”, Maurizio Nocera rende omaggio, a tre grandi personalità: il danzatore Giorgio Di Lecce, il tamburellista Uccio Aloisi, lo studioso Sergio Torsello. Loro, con la complessità del tarantismo, a vario titolo, hanno avuto a che fare, segnando la storia di questo fenomeno nella contemporaneità. Poi, “La Notte della Taranta”, la catarsi collettiva, il fascino e il richiamo di una forma antica e il suo resistere al e nel Tempo. Il sibilare e il battere delle pelli dei tamburelli muove ancora il cercare… Non c’è quiete, tutto si fa ritmo, musica; quella anima del Salento, essenza del “sentire”, prima arte, sua intima poesia. La Notte di Melpignano di questo “sentire” è manifesto e laboratorio. C’è una Taranta, un “morso” necessario, quello che il tempo provoca con le sue storture: il brutto che invade, la precarietà, il disagio, la guerra sempre presente nelle cronache del Mondo. Un “morso” che chiama alla presenza. La musica di questo deve farsi carico. La catarsi della festa non è evasione, distrazione, dimenticanza, pausa. Nell’incanto della trance è sempre necessario trovare l’energia della consapevolezza. “Bellu l’amore e ci lu sape fare” canta la pizzicarella: un amore largo, vasto per quanta è vasta la terra. Accoglierla per intero significa portarla alla sua essenza di natura, d’Amore, appunto. Abbraccio che si oppone, resiste e tenta di trovare soluzioni, il passo possibile, la necessaria armonia. (Mauro Marino)

Maurizio Nocera è nato a Tuglie, nel Salento, nel 1947. Numerosissime le sue pubblicazioni e le iniziative editoriali che lo vedono coinvolto. E’ socio ordinario della Storia Patria per la Puglia dal 1980.

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Parole in prestito di Daniela Palmieri (iQdB Edizioni di Stefano Donno)

Se si potesse identificare un libro con un caldo abbraccio quel libro sarebbe certamente quello di Daniela Palmieri. Quarantacinque pagine che rimandano al lettore un turbinio di grandi sentimenti: amore, nostalgia, forti ricordi. Tutti elementi questi che coinvolgono, emozionano, soddisfano dinanzi ad una bellissima storia. I ricordi di un’infanzia felice all’interno di una famiglia fatta di armonia e di amore. Poi la tragica perdita del padre ed il mondo che assume colorazioni diverse ma mai nere, perchè quell’amore che era stato confezionato dai genitori e dato in dono alle figlie neanche la morte porterà via. E così l’amore che Anna, la madre, aveva nutrito per Edo rimarrà sempre vivo e sarà eternamente supporto a ciò che era stato il desiderio del padre e che ancora oggi è lì: “La libreria Palmieri”. Il racconto si snoda tra le diverse fasi della vita: l’infanzia, l’adolescenza, gli studi, le amicizie, le prime simpatie, i veri affetti, il caro Claudio collaboratore da una vita, la salumeria del sign. Forte frequentata da ragazza con i suoi profumi. Tutto è raccontato con serenità e solo ogni tanto, e di rado in punta di penna, si scorge un velo di tristezza ma è come un alito di vento leggero. carezzevole. Poi il diventare donna affianco agli affetti più cari: la madre, la sorella ,la zia Elvira. Poi l’amore … che giunge con Luigi e che rafforza il carattere e da un’ulteriore sferzata. Il racconto ci porta a riflettere soprattutto su alcune cose: l’amore grande che non si disperde con la morte, la splendida figura paterna bella vigorosa e generosa che noi sentiamo più che mai viva nel ricordo, il progetto della libreria voluto ardentemente dal padre e poi costruito non senza difficoltà passo dopo passo da chi ha sempre creduto e crede ancora nella cultura. Un lavoro quello di Daniela Palmieri che farà sentire più di qualche brivido sulla pelle, un libro che soddisfa come gustare qualcosa di veramente buono, quella piacevole sensazione che proviamo non solo leggendo una bellissima storia ma anche quel senso di sazietà della mente che sentiamo quando siamo dinanzi ad una egregia scrittura.

“Questa è una storia di fantasmi, un racconto di ombre e dissolvenze, dove il tempo si è ostinato a passare e noi nel mezzo a far finta di nulla, a non vederle le ombre sotto gli occhi, a non sentirla la pioggia, a sopportare il vento. Neppure il sole forte della calura estiva, il riflettersi dei raggi sulla vetrine, l’aria resa stagnante di scirocco o frizzante di primavera, indifferenti alle stagioni e attenti ai libri, quei “maledetti” libri così amati.”

Daniela Palmieri è nata a Lecce dove vive e lavora nella sua libreria. Per Besa Editrice ha pubblicato La Cerva

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